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venerdì 20 marzo 2009 “Dialoghi nel Mediterraneo occidentale”: dibattito, il contributo dell’AICCRE e la Dichiarazione finale “Dalla crisi si esce con il riequilibrio della ricchezza e la pace nel Mediterraneo” Il presidente del Consiglio regionale, Giacomo Ronzitti ha affermato: "La Regione Liguria si impegna, per contribuire a raggiungere l’obiettivo di dare continuità a questo Forum, a costituire un coordinamento con il segretariato dell’Unione per il Mediterraneo, a Barcellona, rapportandosi altresì con la società civile". Ronzitti ha chiarito che il Coordinamento si propone di dar vita a un incontro annuale di delegazioni, rappresentative delle regioni e della società civile dei Paesi partecipanti, di promuovere ogni due anni un vero e proprio Forum, da tenersi in uno dei Paesi partecipanti. I LAVORI La libera circolazione nell’area Schengen, per quanto riguarda il lavoro, dei cittadini extracomunitari regolari, il riconoscimento della pari dignità fra uomo e donna anche nei Pasei della sponda sud del Mediterraneo, una “società” internazionale, sancita da un trattato, per la gestione dell’acqua e delle fonti energetiche e un forum sulle “banche sostenibili” fra i Paesi dell’area mediterranea occidentale. Sono queste alcune delle proposte emerse dalle quattro sessioni del forum “Dialoghi nel Mediterraneo occidentale”, che si è svolto nel capoluogo ligure. Nella tavola rotonda, moderata dall’ex parlamentare europeo Roberto Speciale, presidente del Centro In Europa, l’interrogativo di fondo è stato: perché il processo di cooperazione euromediterranea lanciato a Barcellona non fa passi avanti? Perché l’immigrazione viene vissuta solo come un problema e non come un’opportunità? Il senatore del Pdl Enrico Musso ha dato alcune risposte, parlando soprattutto da economista, anzi da docente universitario di economia. "La crisi che viviamo – ha detto – è una crisi da sovrapproduzione e da indebitamento dei Paesi sviluppati. Non la si può sconfiggere con incentivi alla produzione o al consumo nella parte più sviluppata, anzi, più schifosamente sviluppata del pianeta, ma dando incentivi al Sud del mondo di cui il Mediterraneo ed l’Africa sono parti fondamentali. Come sbloccare questo processo? Superando lo squilibrio economico, con la conoscenza e la formazione innanzitutto. Ci servono banche, non pretendo etiche, per carità, ma almeno affidabili e servono infrastrutture, l’Europa deve finanziarle e finanziare il microcredito che tanti positivi risultati ha dato in passato. Il parteneriato nord-sud non è andato avanti perché si è pensato di farlo marciare per decreto e non con iniziative concrete. L’immigrazione non è un tema da scontro di civiltà, ma un problema di lavoro. La mia parte politica ha fatto errori durante questo anno, ma ancora peggior ruolo ha svolto il buonismo che non ha mai risolto i problemi". Renzo Rosso, ministro plenipotenziario coordinatore multilaterale per la cooperazione allo sviluppo del ministero degli Affari esteri ha convenuto che occorre dare incentivi per costruire meccanismi che aiutino una crescita stabile dei paesi in via in via di sviluppo affrontando i problemi dell’acqua, delle infrastrutture, sicurezza alimentare: "In questo campo – ha detto - grande spazio possono avere le organizzazioni della società civile". Per lo storico Franco Cardini dell’Università di Firenze, "non siamo di fronte ad uno scontro di civilità ma a uno scontro di ignoranze, che invade anche i mass media, che ci informano poco e male sul Mediterraneo. Le guerre fra Nord e Sud del mondo, persino le crociate, sono sempre state guerre di potere e non di religione. Il terrorismo nasce dalla disperazione e dall’ignoranza. Se non si procede ad una redistribuzione delle risorse saremo tutti condannati. La conoscenza è il vero antidoto alle tensioni che bisogna sviluppare attraverso la scuola, le università, i giornali ma anche attraverso il turismo". Rachdi Abdelmaksoud, presidente della piattaforma Euromed della Organizzazioni non governative, ha sottolineato che gli accordi di Barcellona hanno avviato un processo: "Abbiamo cominciato a capirci. Deve farsi strada il concetto che l’Islam non è tutto uguale battendo diffusi stereotipi. Troppa gente vive nella paura, per batterla dobbiamo dare spazio alla società civile: la pace è la chiave di volta del progresso del Mediterraneo. Ma fino a quando a Gaza continueranno a parlare i cannoni è ben difficile rilanciare il dialogo fra le due sponde del Mediterraneo". Belhaj Ahlem dell’Associazione tunisina delle donne per la democrazia, ha ribadito che il problema è l’ignoranza: "Il Sud conosce assai meglio il Nord di quanto quest’ultimo conosca il Sud. Dobbiamo dare più voce al Sud e in particolare alle donne. Occorre una base di valori comuni dei quali la democrazia è parte essenziale. I governi europei spesso hanno guardato di più all’aspetto economico chiudendo gli occhi di fronte al totalitarismo di alcuni regimi". José Leitao dell’Università Nova di Lisbona ha detto che da parte portoghese l’impegno politico è completo da parte dello Stato e del Governo, semmai il ritardo riguarda la società civile. Nella conclusioni della tavola rotonda Pier Virgilio Dastoli direttore della rappresentanza italiana della Commissione europea ha rimarcato negativamente che in Italia non c’è ancora una legge sul diritto di cittadinanza e sui richiedenti asilo: "Questo rallenta il processo di armonizzazione fra le normative in materia di tutti i paesi per arrivare ad una legislazione europea comune". L’AICCRE A GENOVA Per L’AICCRE hanno partecipato Fabio Pellegrini, vicepresidente vicario, e Carla Olivieri, Area Sociale. L’AICCRE ha, tra l’altro, chiesto, la promozione di un “Osservatorio del mediterraneo sulle migrazioni e sviluppo locale” che sappia far emergere le connessioni tra i movimenti migratori e lo sviluppo locale e stimolare il recepimento delle indicazioni scientifico-teoriche che verranno elaborate nell’impostazione delle politiche e piani di intervento territoriali sul tema; La nostra Associazione ha messo in evidenza inoltre l’urgenza di coniugare le tematiche di “POVERTÀ, SALUTE E MIGRAZIONI” con la costituzione di un tavolo specifico nel contesto dell’Unione dei paesi dell’Unione per il Mediterraneo (UpM) nella consapevolezza che "le condizioni sociali in cui le persone vivono influenzano in maniera preponderante le loro probabilità di essere in buona salute. Infatti fattori quali povertà, esclusione e discriminazione, condizioni abitative povere, condizioni non sane dell’ infanzia e basso livello occupazionale sono determinanti importanti nella maggior parte delle malattie, dei decessi e delle diseguaglianze di salute fra ed all’interno dei paesi "(WHO, 2004). Quale contributo al confronto, L’AICCRE ha allegato intervento del Direttore Generale dell’Istituto Nazionale per la prevenzione della salute delle popolazioni migranti e il contrasto delle malattie della povertà (INMP), Roma, con cui AICCRE ha avviato una collaborazione per istituire un tavolo di lavoro sul tema con particolare attenzione all’approfondimento dello specifico ruolo delle istituzioni locali. LE SESSIONI Secondo Paolo Morozzo della Rocca della Comunità di Sant’Egidio, relatore del gruppo di lavoro “Rafforzare la cooperazione sull’immigrazione e sull’integrazione” (presieduta da Luigi Morgillo, vicepresidente del Consiglio regionale), «Alcune espressioni mediatiche e giuridiche spesso trasformano lo straniero irregolare in latitante, e quindi più esposto allo sfruttamento. Pertanto alcuni del nostro gruppo hanno sollecitato la necessità di introdurre un più veloce accesso alla cittadinanza di residenza perché bisogna uscire da un equivoco: il nemico non è lo straniero irregolare, ma l’irregolarità>. Morozzo ha quindi enunciato l’auspicio del suo gruppo di lavoro Carmen Romero, coordinatrice Circulo Mediterraneo e relatrice della sessione “Democrazia partecipativa, locale, paritaria” (presidente Ouidad Tebbaa, università Cadi Ayyad di Marrakech), dopo aver messo in luce come Raymon Van Ermen del Forum permanente della società civile, relatore della sessione “La protezione dell’ambiente e il rafforzamento dello sviluppo sostenibile nella regione” (presidente Piero Basetti, presidente Globus et locus) ha proposto. Gerarda Ventura, vicepresidente della Piattaforma Euromed, relatore del gruppo “Parternariato culturale e umano” (presidente Franco Rizzi, segretario generale Unimed), parlando del ruolo dell’educazione ha ribadito DICHIARAZIONE FINALE I giorni 13 e 14 marzo si sono riuniti a Genova, su iniziativa della Rappresentanza in Italia della Commissione europea e della Regione Liguria (Giunta e Consiglio regionale – Assemblea legislativa), esponenti della società civile e delle collettività territoriali di dieci paesi della sponda Nord e Sud del Mediterraneo nell’ambito del Forum “Dialoghi nel Mediterraneo occidentale. Le regioni e la società civile per la cooperazione decentrata e la democrazia partecipativa”. I partecipanti al Forum riaffermano la volontà di contribuire al rilancio del partenariato euromediterraneo e al raggiungimento dei suoi obiettivi, definiti nella Dichiarazione di Barcellona del 1995 e riaffermati dal Vertice euromediterraneo di Parigi del luglio 2008, di creazione di uno spazio di pace, stabilità, sicurezza e di prosperità condivisa, rispetto totale dei principi democratici, dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e di promozione della comprensione fra culture e civiltà nella regione euromediterranea. Richiamano in particolare la consapevolezza, espressa dal Vertice di Parigi, che il processo di partenariato euromediterraneo deve essere reso più visibile per i cittadini e che il suo successo dipenderà in ultima analisi dalla partecipazione attiva della società civile, delle autorità regionali e locali, del settore privato. Nel corso del Forum, quattro gruppi di lavoro hanno discusso in maniera approfondita i seguenti temi: - Rafforzamento della cooperazione sull’immigrazione e sull’integrazione; - Rafforzamento dei diritti di espressione, di associazione e la parità uomo-donna nell’ambito di una democrazia partecipativa, locale e paritaria - Protezione dell’ambiente e rafforzamento dello sviluppo sostenibile nella regione - Promozione del mutuo riconoscimento e della convivenza tra le culture attraverso la mobilità e l’educazione nell’ambito del partenariato culturale e umano, I partecipanti esprimono la convinzione che, assieme ai governi nazionali, debbano essere associati alla definizione e all’attuazione del partenariato euromediterraneo, al fine di renderlo maggiormente rappresentativo dei cittadini, l’Assemblea parlamentare euromediterranea, i rappresentanti degli enti regionali e locali [nel caso conformemente alla proposta del Comitato delle Regioni di creare un’assemblea regionale e locale euromediterranea – ARLEM) e dei comitati economici e sociali nazionali ed in particolare del Comitato Economico Sociale Europeo (CESE). I partecipanti affermano altresì che, al fine di accrescere la partecipazione democratica al processo e raggiungere i già citati obiettivi di pace, sicurezza, stabilità e prosperità condivise, sia necessario il pieno coinvolgimento delle organizzazioni della società civile, rafforzando ed estendendo le loro forme di rappresentanza già esistenti. A questo fine i partecipanti ritengono essenziale dare continuità a questo Forum al fine di verificare lo stato di avanzamento delle proposte discusse a Genova e di aggiornarle. Di conseguenza essi si impegnano a: - uno scambio costante di informazioni sulle loro attività in ambito euromediterraneo; - in particolare a segnalare progressi e difficoltà incontrate nei processi di democratizzazione, di difesa dei diritti umani, di progresso economico, sociale e civile; - proporre progetti comuni alle autorità nazionali, europee e internazionali per estendere le esperienze positive di cooperazione nei temi affrontati nel corso del Forum e negli eventuali altri ambiti che si decidesse di includere; - estendere il numero delle organizzazioni partecipanti, nei Paesi già coinvolti nel Forum del Mediterraneo occidentale e di stabilire rapporti con le altre reti e organizzazioni della società civile esistenti in ambito mediterraneo. Da parte sua la Regione Liguria si impegna, per contribuire a raggiungere l’obiettivo di dare continuità a questo Forum, a costituire un coordinamento che ne assicuri il collegamento con il segretariato dell’Unione per il Mediterraneo con sede a Barcellona, rapportandosi altresì con le altre istanze più direttamente rappresentative dei cittadini. Questo coordinamento si propone di: - dar vita a un incontro annuale di delegazioni, rappresentative delle regioni e della società civile dei Paesi partecipanti, composte secondo criteri condivisi dalle organizzazioni aderenti al coordinamento: - promuovere, ogni due anni, un vero e proprio Forum, da tenersi in uno dei Paesi partecipanti, incentrato su uno o più temi di interesse comune. |